Del Fuorisalone secondo Giù

Scribacchiato da Giù 2015-04-22T17:15:44+00:00

Quello che mi piace di me è che, nel bene e nel male, ho la memoria corta.

Se chiudo con una persona, dopo averle regalato un biglietto di sola andata per quel paese, ricordo solo i momenti belli vissuti insieme, i pregi e il fatto di averle voluto bene. Mi sembra un modo per mantenere bella la mia pelle e sereni i miei pensieri.

Biglietto per quel paese


Purtroppo è così anche con gli eventi e se le persone che escono dalla tua vita tendenzialmente ci rimangono, gli eventi tornano. Loro tornano sempre. Non spaventatevi, mi riferisco al “Fuorisalone", quella particolare sagra di paese che viene organizzata da e per gli hipster, ogni primavera, a Milano. Per la gente normale invece c'è l'Ikea, che dura tutto l'anno, anche se l'unica cosa che ti offrono è il caffè, però solo se hai la carta family ed è imbevibile.

Sono stata a molti Salone del Mobile e Fuorisalone, il fatto è che non è mai stata una scelta consapevole, mi ci sono sempre trovata in mezzo, di solito convinta dagli amici e quindi ne ho vissuti molti: sotto la pioggia, con la calura improvvisa, a piedi in mezzo alla calca, in macchina bloccata nel traffico, con le vesciche ai piedi, lasciata fuori dagli eventi cool, entrata agli eventi cool…
Poi non so come ho imparato ad ad evitarli, gli amici intendo e sono stata serena per almeno due anni, ma appunto ho la memoria corta.


Quest'anno sono uscita tutti i giorni, con il risultato che domenica sera, una volta conclusa la settimana di eventi, versavo in stato confusionale, non ricordavo cosa avevo visto, chi avevo incontrato e dove ero andata. Agenda e Instagram alla mano sono riuscita a ricostruire a grandi linee l'esperienza.

Martedì 14 Aprile

Evento Microsoft in via Tortona. Ho scoperto che i cellulari Nokia esistono ancora (lacrimuccia di nostalgia per il 3210), fanno foto bellissime, che puoi photoshoppare istantaneamente e hanno il case fluo… o almeno credo di aver capito così, perchè nel frattempo il mio bicchiere veniva continuamente riempito di bollicine. Visto che era la prima sera non volevamo esagerare e abbiamo concluso la serata in pizzeria (altro vino) e a bere sui Navigli (se passate dal Blanco, vi consiglio il Tito, cocktail segreto del locale). In altre parole ubriachi come scimmie.

Mercoledi 15 Aprile

Incapace di uscire di casa, sono rimasta sul divano, è comunque un mobile, dal Fuorisalone a Dentrosalotto, sentendo in loop Battiato nella mia testa che cantava “e gira tutta la stanza, mentre si danza, danzaaaa". E' stata una giornata bellissima, era come avere 22 anni.

Giovedì 16 Aprile

Con Gu siamo andati a guardare Favilla, l'istallazione luminosa a piazzetta San Fedele. Giusto perchè era di passaggio e giusto perchè nell'attesa abbiamo mangiato i noodle che vendevano lì vicino (potreste convincermi a fare qualsiasi cosa prospettandomi del cibo, in pratica sono la versione femminile di un mulo).


La cosa si può riassumere così: prendi il numerino, aspetti mezz'ora, poi entri in una scatola insieme ad altre 30 persone e per dieci minuti si alternano lucine, immagini e due voci che ti dicono cose sulla primavera “a primavera nascono i fiori e rifiorisce la vita". Non sono un critico d'arte quindi non mi esprimo, vi dirò solo quello che ho detto a Gu: corazzata Potemkin.

[img Paolo Villaggio che dice che la corazzata etc etc ]


Dopo siamo andati a ballare a Piazza Affari. Sono contenta di aver scoperto finalmente che esiste come luogo fisico e non è solo una cosa che dicono nei telegiornali e ho finalmente ammirato il dito medio di Cattelan (Maurizio quello vero).


Con “siamo andati a ballare" intendo aver fatto mezz'ora di fila per il cocktail Disaronno Suor gratuito. Due volte. Di seguito. La seconda perchè comunque ci annoiavamo ed era davvero buono, poi avere cose gratuite è la versa essenza del Fuorisalone, non credete a chi vi dice diversamente.
Per tutto il tempo però, abbiamo dovuto sgomitare con un gruppo di zingari evidentemente molto più furbi di noi, che si erano appostati al lato del bancone e riuscivano ad ottenere un cocktail dietro l'altro. Poi ci siamo messi a recitare “The Snatch" e il disappunto è scomparso.

Dopo la fila per i cocktail, il punto più alto della serata è stato fotografare su richiesta una tredicenne (ma i tuoi genitori non te l'hanno insegnato che siamo nel 2015 e ci si fanno i selfie?) su una macchinina Hello Kitty all'autoscontro montato per l'occasione. Tutta questa attività aveva esaurito le nostre energie residue, quindi invece di ballare siamo tornati a casa.

Venerdì 17 Aprile

Doveva essere la gran serata, io e Gu siamo tornati in via Tortona preparati come non lo saremo mai più: “andiamo, guardiamo e cerchiamo di arraffare più cose possibili". La serata è partita anche bene. Prima della pausa per nutrirci il nostro bottino era di: 1 bicchierino di birra artigianale, 2 drink energetici, 2 mini lattine di cola, 2 cialde con pallina di gelato (il primo errore di una lunga serie, perchè hanno voluto dei soldi in cambio, ma dovevamo saperlo che nella vita nessuno ti regala del gelato). Dopo abbiamo iniziato veramente a sbagliare tutto:

- Locanda greca?

Andata!

Uh, però c'è la fila, ma che vuoi che sia?

Risultato: due ore impiegate e capacità intellettive danneggiate dalle pita fritte, ingestione di aglio e latticini, che ci ha condotto al secondo errore:

- Non mi va camminare ancora, prendiamo l'autobus?
+ Andata!

Risultato: invece di arrivare nei pressi dell'evento su invito con vodka gratis (VODKA e GRATIS) ci siamo persi a causa del fatto che i mezzi di superficie milanesi la notte iniziano a comportarsi strano e non vanno più dove dovrebbero, quindi abbiamo passato altre due ore vagando per la periferia milanese, che francamente non sapevo nemmeno esistesse, fino all'una, quando ci siano dichiarati sconfitti dall'ATM e siamo tornati a casa.

Sabato 18 Aprile

Pausa di riflessione andando fuori porta a gustare birre gratuitamente (rimanendo pertanto nel mood Fuorisalone)

Domenica 19 Aprile

Ricordate la bambina che entra nell'armadio e si ritrova a Narnia? Io e Gu abbiamo preso il 54 e ci siamo ritrovati a Ventura Lambrate, il posto in cui nascono, crescono e prosperano gli hipster.

Ci siamo fatti il giro di tutti i magazzini/loft/giardini abbandonati/officine meccaniche/studi dentistici/bagni pubblici stipati di mobili per l'occasione. Di gratis abbiamo trovato solo un caffè, talmente pessimo che credo lo abbiano preso all'ikea. Il resto della mattina oltre a cercare di capire i mobili (anche se è arte e dicono che non c'è bisogno di capire), abbiamo schivato il cibo che solitamente mangiano gli hipster: panini veg a 6 euro, motoapi trasformate in rivendite di frittate a 8 euro e birra bio a 5 euro.

Alla fine storditi da tutti quei mobili di design e affamati, siamo tornati alle nostre vite, non prima di aver dato il nostro contributo alla nobile arte del design e comprato questo vaso:

Il nostro nuovo vaso di design!

ho lasciato l'etichetta perchè è di design.

Alla fine di questo diario potreste commentare dicendo che non vi sembra io abbia passato una brutta settimana, a parte l'incidente degli autobus. Avete ragione, tutto il preambolo era per convincervi a leggere il resto. Ah, ah, vi ho fregato.

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Commenti

2015-04-23T06:35:30.701769+00:00
Riassunto: la Milano è ancora da bere (cit anni 80, non puoi capire). Mi piace come scrivi
Giù ha scritto:
2015-04-28T14:39:49.245235+00:00
@archfallez grazie (Sorrisone)!