Del Miami secondo Giù

Scribacchiato da Giù 2015-06-09T18:37:35+00:00

C'è un momento quando si è in coppia in cui si cerca di coinvolgere l'amato/a nelle attività che preferiamo. E' un momento molto temuto perchè non tutti sono capaci di fingere o mantenere l'entusiasmo di fronte l'arrampicata di una parete scoscesa o per l'inizio dei saldi di luglio con 40° di temperatura. Non sempre però (ringraziando gli dei) si tratta di situazioni così al limite, a volte si tratta solo di accompagnare il partner alla visione di un film girato in una nazione mai sentita prima, della durata di quattro ore, senza sottotitoli e a cui segue il dibattito con il regista.

Prima di conoscere Gu io ero una ragazza da concerti, quelli del circuito indie ovvero dei cantanti con la chitarrina in una sala con altre 40 persone e la possibilità di rimanere comodamente seduta su un vecchio divano di pelle (concerto si, ma non scordiamoci che sono pigra).
Ero single, non sapevo che fare o con chi farlo e mi divertivo così. L'anno a.G. (avanti Gu) ho ascoltato 34 gruppi diversi, poi il nulla, ma solo perchè ho ascoltato Gu (questo è il punto in cui vi sciogliete in lacrime, non trattenetevi, fate pure).

Adesso, però, siamo a giugno e giugno a Milano vuol dire Idroscalo, vuol dire Magnolia e vuol dire MI AMI Festival: una tre giorni di concerti spalmati su tre palchi diversi, in una atmosfera totalmente hipster con gli stand delle tipe che vendono tatuaggetti temporanei, vestiti vintage anni '90 (???) e t-shirt con scritto “I love squirting". C'è anche un'area con i disegnatori, un anno ricordo pure Zero Calcare, mica pizza e fichi.
Per chi ama la musica indie è una specie di paradiso in terra, quindi quest'anno ho deciso di rompere la tradizione e invece che andarci da sola, ci ho portato anche Gu. Ma Gu, una cosa così, l'avrebbe adorata come me o si sarebbe sistemato sotto un albero (i concerti si svolgono in diverse aree all'interno di un parco) e avrebbe iniziato a twittare come un autistico (beh, più del solito) per il resto della giornata?

Il fatto è che io e Gu non abbiamo gli stessi gusti musicali. Gu ama molto la musica, ma che esistesse quella indie gliel'ho fatta scoprire io. Lui è più uno da Alan Parson Project e Toto. Gu, poi, è nerd, c'è poco da fare, per fortuna non alla Sheldon Cooper, ma più alla Leonard Hofstadter, in altre parole è un tipo di nerd socievole che puoi portare in giro per il mondo e non si sconvolge (Gu o il mondo a seconda dei casi), sarebbe bastata la barba per mimetizzarlo in mezzo ai ragazzetti emaciati, con gli skinny e le Vans?

Anche i tatuaggi devono essere adatti ad un concerto indie


La risposta è si, sciocca Giù! Anche se mi piace pensare di aver preparato il terreno!

Intanto il piano di “hipsterizzazione del chubby love" (nome in codice dell'operazione) è iniziato con largo anticipo: per il suo compleanno ha avuto in regalo una bicicletta (classico simbolo hipster da un lato, giocattolone per gli adulti dall'altro), poi ho buttato lì che potevamo andare per parchi pedalando, l'ho portato in suddetti parchi e gli ho dato da bere birra per creare un rinforzo positivo (se non sapete di cosa sto parlando andate a studiare il condizionamento pavloviano, le vostre relazioni amorose mi ringrazieranno). Infine, in questi mesi insieme, gli ho fatto ascoltare "la mia musica", ma i risultati da questo punto di vista erano stati apparentemente scarsi, visto che continuava a chiedermi chi erano i “cosi che cantano quella canzone decente". Ciliegina sulla torta: gli ho detto che poteva venire vestito come pareva a lui (per chi non lo sapesse, Gu ha la disgrazia di avere una morosa nazi-fashion, una volta gli ho piantato un casino perchè voleva presentarsi a un vernissage a Venezia con brachette e camicia a maniche corte).



I calzini vanno tirati su ai concerti indie

Quindi, dopo mesi di messaggi più o meno subliminali, venerdì il gran giorno: io, nervosa ed elettrizzata e lui, perplesso e basta, ci siamo biciclettati al Miami e tutte le ansie sono scomparse PERCHE' E STATO UN SUCCESSO.

Abbiamo ascoltato musica, abbiamo fatto merenda con cocktail a base di whiskey, abbiamo ballato sotto i palchi, abbiamo perfino fatto quello che i single odiano veder fare ai concerti: ci siamo abbracciati e abbiamo limonato senza ritegno ad ogni tipo di canzone (troppo facile farlo quando parte la ballata romantica).

Informative su droghe che siamo troppo vecchi per conoscere

Ce ne siamo andati in giro per gli stand commentando spesso con "carino, ma a casa non ce lo vorrei", abbiamo fatto i pisolini sull'erba, abbiamo scoperto nuovi gruppi, abbiamo socializzato, abbiamo constatato che Giù continua a detestare la musica elettronica e poi come conclusione dell'evento ci siamo fatti pure 5 km pedalando sotto la pioggia scrosciante. Un'iniziazione migliore di questa non potevo immaginarla!

Ai concerti indie tutto ha un hashtag