DEL PRANZO DELLA DOMENICA

Scribacchiato da Giù 2016-01-31T12:06:00+00:00

A 20 anni la domenica dormi fino alle due, perché sei tornato dal giro di locali alle sei e se riesci a rimetterti insieme, al massimo, ti trascini al Mc Donald's più vicino per un Big Mac.
A 30 anni capisci però che la baracca (il tuo corpo) ha iniziato a cedere e cominci a uscire di meno e bere di meno, anche perché nel mentre è iniziata la "moria dei pesci" e i tuoi amici hanno iniziato a riprodursi e se va bene, ci si vede per un aperitivo.
Ormai la domenica non solo non riesci a rimanere a letto fino alle due nemmeno se ti ci leghi (Mr. Grey mi stai leggendo?), ma non hai nemmeno tutta questa voglia di farlo, perché fuori il sole spende e l'aspirapolvere non si passerà certo da solo.

Tutta questa premessa non è per deprimervi, in fondo lo sapete già che non passerete tutta la vita a devastarvi il fegato, ma è per parlare del pranzo della domenica.
Quando vivevo con i miei lo detestavo, mi sembrava una cosa così tristemente tradizionalista a cui mi dovevo partecipare per forza. Adoro il cibo, ma è il rituale in sé che mi intristiva.
Quindi, una volta che sono andata a vivere da sola, l'ho abolito in favore del brunch. Ah, glorioso brunch, dove puoi bulimicamente mangiare dolce e salato, cappuccino e champagne, hamburger e muffin insieme ed è legale!

Ma appunto sono arrivati i folli 30 e, io e Gu, abbiamo iniziato a guardare con perverso interesse le tovaglie damascate di Zara Home e il nostro guilty pleasure inconfessabile è diventato tenere d'occhio Amazon, nel caso ci fosse qualche offerta per l'aggeggio del Kitchenaid che ti aiuta a fare la pasta fresca in casa, fino a quando abbiamo ceduto all'acquisto. E quale giorno si ha abbastanza tempo, voglia e ingredienti per mettersi a fare una cosa del genere? La domenica.

Una volta che accetti questa verità e la abbracci, entri in un tunnel di tagliatelle all'uovo e ragù, linguine panna e funghi e of course la regina della domenica: la lasagna


LASAGNE RADICCHIO E SCAMORZA AFFUMICATA


INGREDIENTI

X la pasta:

- 100 gr farina 00

- 100 gr di farina integrale

- 2 uova

- sale mezzo cucchiaino

X la besciamella

- 50 gr di burro

- 50 gr di farina

- 500 ml di latte parzialmente scremato

X il ripieno

- 200 gr di scamorza affumicata

- 1 cipolla di tropea

- 1 cespo di radicchio rosso

+ 2 cucchiai di parmigiano da spolverizzare sulla lasagna

RICETTA

- Buttate tutto nella planetaria (proprio così "buttate") usare il gancio per impastare, lasciare andare per 10 minuti. Fate riposare la pasta per mezz'ora, dopo aver formato una palletta, coprendo il contenitore da un panno leggermente inumidito.

- Procedere con la macchina sfogliatrice, se l'impasto dovesse essere poco umido o troppo asciutto aggiustate con un po' d'acqua o con un po' di farina.
L'ideale è ottenere 6 fogli di pasta delle dimensioni adatte alla vostra pirofila.

- Preparate 1/2 litro di besciamella, non troppo densa, mi raccomando, poi coprite con la pellicola, non fate come me che poi vengono i grumi (che poi se vengono sticazzi, il risultato finale è uguale).

- In una padella capiente fate soffriggere la cipolla nell'olio, aggiungete il radicchio tagliato a striscioline e cuocete 5 minuti senza coprire.

- Disponete i vari strati in questo ordine: besciamella (siate parchi, l'importante è lo strato finale), sfoglia di pasta, radicchio, scamorza. Nell'ultimo mettete solo besciamella e parmigiano.

- Cuocete in forno caldo a 180 circa 20 minuti (i primi 10 coprendo la pirofila con la carta alluminio). Lasciate raffreddare 5 minuti prima di servire, che poi vi ustionate la lingua e date la colpa a me.

La morte sua sarebbe con la salsiccia, ma è un mondo difficile, dove il grasso tende ad accumularsi e con le lasagne vegetariane la nostra coscienza si sente meglio. Perdoname madre.

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