Di torri, tette e tortelli

Scribacchiato da Gu 2015-07-17T18:48:16+00:00

Lasciatemi parlare di Bologna, una città che amo moltissimo fosse anche solo per il fatto che un paesino della sua provincia, 34 anni or sono, mi ha dato i natali.

Credo che la fama di questa città adagiata in pianura ma “col culo sui colli" (come canta Guccini) sia, a ben ragione, legata alle due triplette che la identificano: Bologna “la città delle tre T (torri, tette e tortelli)" e “Bologna la dotta, la rossa, la grassa".
Questi appellativi hanno origine assai antica così come antica è la città, ma dubito che un competente ufficio marketing odierno avrebbe saputo fare di meglio. Pensate alle tre T: chi non ama le t..orri?!

A Bologna c'è molto da amare e molto da detestare e visto che sicuramente siete approdati qui pensando “Vorrei trasferirmi a Bologna, ma non so se è una buona idea. Dimmelo tu, Gu!", ecco alcune indispensabili cose da sapere prima di prendere la grossa decisione.

- Bologna non è in Molise. Questo è un difetto comunque a molte città non molisane. Visto che avrete già letto delle bellezze del Molise, sappiate che non troverete nulla di simile nel capoluogo Emiliano.

- A Bologna ci sono i portici. Non ho studiato architettura, ma sono certo che nel primo anno si studi di come le invenzioni più geniali dell'uomo nel campo edilizio siano la trave e i portici, e Bologna ne è piena. Se c'è il sole, ti proteggono dalle insolazioni. Se c'è pioggia, puoi non portarti dietro l'ombrello. Tutte le città dovrebbero avere solo portici a perdita d'occhio, in ogni strada, sotto ogni palazzo. Io vi giuro che non vedo l'ora che inventino la macchina del tempo solo per andare ad acchiappare quello che un giorno ha detto "troppo utili i portici, facciamo che non si diffondano troppo" e tirargli un calcio in culo.

Che poi fossero solo utili, i portici sono maestosi!


- Bologna è bella. Il concetto di bellezza è soggettivo, a meno che non stiamo parlando di Charlize Theron, ma Bologna ha un fascino al quale è difficile rimanere indifferenti. La sventura di Bologna è di essere in Italia, quindi trovare città che siano belle e fascinose non è così difficile. Me la sento di azzardare e affermare che per me Bologna è più bella di Agrate Brianza, ma meno di Venezia o Roma o Siena o Torino o Firenze.

- Bologna è lercia. Parte del fascino di cui parlavo è dato dalla sensazione di camminare in una città autenticamente medievale, con i portici, i palazzi in mattoni rossi, i grossi portoni in legno. Però (lo dico da non medievalista e quindi potrei sbagliarmi) non credo che nel 1400 andassero per la maggiore i graffiti “ANTIFA", “CARLO VIVE", “SBIRRI SUKATE" su ogni superficie scrivibile. Non importa che sia la serranda di un pub o il muro di un palazzo del 1200, qualche novello Michelangelo avrà sicuramente pensato di migliorarne l'aspetto scrivendoci sopra con lo spray verde “DIO C'È MA SI FA I CAZZI SUOI".
Proprio in Piazza Maggiore, la principale della città, ci siamo seduti un minuto sugli scalini a riposare e sono stato costretto a dire a Giù “Tesoro, mantieni la calma. Non urlare. Alzati piano. Siamo circondati dalle blatte". Ovviamente lei non ha mantenuto la calma, ma posso capirlo perché eravamo in presenza di scarafaggi di dimensioni tali che non avrebbero sfigurato in Starship Troopers.

Una tranquilla serata in Piazza Maggiore a Bologna


- A Bologna si mangia benissimo. L'appellativo di “la grassa" Bologna se lo riguadagna ogni giorno a tavola. Pensate a un cibo ottimo e vedrete che è Bolognese. No, le arancine sono Siciliane. No, le mozzarelle di bufala sono campane, ma fidatevi che un piatto di lasagne verdi, di tortellini pasticciati, di tagliatelle alla bolognese o una tigella traboccante di squacquerone e mortadella vi rimetterà in pace con voi stessi e con il mondo.

- Bologna è infestata dai fattoni. Sul serio, a me piace ascoltare “Le osterie di fuori porta" di Guccini o i racconti di mio padre che ci ha studiato negli anni '70 e immaginare questa città in cui i compagni mangiano tortelli in brodo nelle fredde sere d'inverno accompagnandoli con il lambrusco mentre parlano di Berlinguer. La Bologna di Andrea Pazienza e Bonvi, di Lucio Dalla e Stefano Benni. E invece in giro sono onnipresenti questi ragazzotti persino più zozzi dei muri della città che contaminano, con più ferro piantato nel corpo di un ferramenta e, per rispettare il discutibile cliché a cui hanno deciso di aderire, uno o due cani pulciosissimi al fianco.
Magari mi sono imborghesito io, ma è davvero deprimente vedere una città così bella abbandonata all'incuria e alla sciatteria.

Le tre T di Bologna: Torri, Tette e Tizidaevitare


- Infine, Bologna è culturalmente attivissima. Il numero di bolognesi che hanno dato tanto alla cultura italiana è straordinario, tipo Cesare Cremonini o Gigi e Andrea. Basta camminare per la città per vedere i cartelloni di quante manifestazioni organizzino costantemente. In estate, per dirne una, ogni sera in Piazza Maggiore proiettano su un maxischermo un film selezionando vecchie pellicole o film impegnati che non hanno grossa distribuzione nelle sale cinematografiche. Ma è anche la città in cui puoi incontrare una manifestazione di raeliani impegnati nel tentativo di far rivalutare la svastica come simbolo di pace e fratellanza fra i popoli.

A questo punto ritengo di avervi dato tutti gli elementi necessari per poter decidere se trasferirvi a a Bologna o no. Io citerò il commento di Giù riguardante la cattedrale di Praga: "Sì, bella, ma non ci vivrei".

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