Hakuna Matata: di Giù e Gu in Africa

Scribacchiato da Giù 2016-04-12T17:13:49+00:00

L'ultimo post è di due mesi fa, ma ragazzi, se ne sono successe di cose in questi mesi: pisolini, telefilm, pizze: siamo stati impegnatissimi!

Non so proprio come siamo riusciti a trovare il tempo di farci un viaggetto... in Africa! Siamo stati ospiti della zia ricca di Gu, che sverna ogni anno sulle spiagge keniote.

È stato un viaggio molto istruttivo, abbiamo imparato tante cose, ad esempio che Nairobi non è sul mare, cosa che abbiamo scoperto solo dopo aver prenotato il volo... La colpa è mia che ho dato per scontato che Gu avesse capito DOVE lo avesse invitato la zia (per la cronaca a Malindi, che si trova a circa 9 ore da Nairobi). Io mi sono fatta una risata: "Ahahahah che amore svampito che mi ritrovo!", ma il risultato è che abbiamo dovuto prendere tre aerei: Milano - Doha, Doha - Nairobi, Nairobi - Malindi, per un totale di 25 ore di viaggio all'andata e 21 al ritorno (yeahhhy).


"E" come elitario probabilmente. Uno dei posti più inutilmente lussuosi che abbia visto

Avete presente quelle persone eleganti che sembrano esistere solo negli aeroporti e che viaggiano leggeri - un discreto borsone di pelle lui e una miniborsetta a tracolla lei - e anche dopo 19 ore di viaggio sono impeccabili? Ecco, scordateveli. La nostra idea di viaggiare leggeri è stata portare solo il bagaglio a mano perché "quanto vuoi che pesino qualche costume, un prendisole e le infradito? " (16 kg, ve lo dico io). Io in più avevo una borsa gigante con anche le cose di Gu perché il genio aveva deciso di viaggiare senza niente. Due profughi. Durante i voli e le trasferte da un aeroporto all'altro, poi, per mettere bene in chiaro chi siamo, ci siamo versati addosso di tutto: pasti, bevande, drink, marmellata... Alla zia ci siamo presentati che eravamo pronti per la pubblicità dello smacchia e via. La classe proprio.

A Malindi, la prima cosa che mi ha colpito uscendo dall'aereo non è stato né il cielo, né il caldo, ma il fatto che avessi in braccio una neonata...
Che ci posso fare se sono una donna gentile? Ho visto questa povera signora coperta da mille veli con due borse giganti in mano e una neonata con tanto di copertina completamente sola e snobbata dalle hostess e l'ho aiutata.... Ma, mentre cercavamo di uscire dall'aeroporto, ho iniziato ad avere delle assurde paranoie, perché la signora non sembrava molto preoccupata di questa bambina e andava moooolto lentamente. È stato un attimo immaginare che questa sarebbe sparita e io mi sarei trasformata in una ragazza madre. Ovviamente non è andata così e l'unico di cui mi devo prendere cura è ancora Gu. Fiuuu!

In Kenya, fin da subito, ho realizzato cos'è importante nella vita: avere dei parenti ricchi. Non diventare ricchi. Ci vuole troppo tempo e lavoro con tutta quella responsabilità, le tasse, i Panama papers, ma se hai dei parenti ricchi non devi fare assolutamente nulla e godertela.
Avevo già conosciuto la zia ricca di Gu nella sua villa sui colli bolognesi. Avevo pranzato servita dal cameriere filippino e avevo visto il parco macchine dello zio con un vasto assortimento di Ferrari, Rolls-Royce e Bugatti d'epoca. Teoricamente avevo un'idea di come fosse la loro vita, ma mai avrei pensato di poterla vivere anche io.
La zia ricca di Gu prende in affitto ogni anno un appartamento diverso in uno dei tanti resort sulla spiaggia di Malindi e visto che costa tutto poco, ha il cameriere, il cuoco, l'autista e una massaggiatrice che viene tre volte alla settimana (brava ragazza, ma mi ha finito mezzo tubetto di costosissima crema doposole). La zia ricca si è dimostrata una persona simpatica e alla mano che racconta barzellette sporche, ma conunque faceva filare la servitù a bacchetta in totale Emily Gilmore style.
Prima di partire mi preoccupava di più questo fatto della sua ricchezza che l'allarme terrorismo. Pensavo che mi sarebbe sembrato strano vivere così, ma che vi devo dire, devo avere una sorta di predisposizione genetica perché alla fine del viaggio mi ero adattata perfettamente ad avere la servitù e ad ascoltare discorsi sul fatto che "devi maltrattarli perché sennò non ti rispettano e se ne approfittano". W la ricchezza dei parenti ricchi.


Non lasciatevi incantare da quel meraviglioso blu, all'acqua mancava giusto un dado Star


A Malindi c'è pieno di italiani anziani e benestanti. È stato bello stare in mezzo a persone con l'età media dei fossili del mesozoico. È il metodo antiage più efficace che abbia mai provato. Un giorno ad esempio siamo andati a trovare uno degli amici della zia ricca. Un artista che ha comprato un resort tutto suo (no, non è Flavio Briatore).
Questa visita è stato il momento più pericoloso di tutto il viaggio. Il percorso lo abbiamo fatto a piedi. Via spiaggia. Alle 12:00 del mattino e con 40° gradi. La mia pressione bassa stappava champagne a casse, Gu, invece, sembrava molto contento della passeggiata, ma quando ad un certo punto ha detto di sentirsi ri-las-sa-tis-si-mo, considerato quanto sia teso solitamente (zero), ho pensato che intendesse che era praticamente morto. In qualche maniera sono comunque sopravvissuta e ho conosciuto l'artista.
Ho scoperto che la sua arte è molto famosa (a Malindi), tanto che copiano il suo stile. Questo ottantenne ha comprato un resort per farne una specie di museo per tenerci tutte le sue opere. Un po' come quando in America affittano un garage per tenerci la robba vecchia. Un po'.
L'artista si è mostrato molto disponibile e ci ha fatto fare un giro della struttura con elefanti e giraffe a grandezza naturale disposte tra gli alberi. C'erano anche tantissimi quadri di bellezze locali dipinte senza veli e ho conosciuto la sua fidanzata, una ventenne che sembrava uscita da Vogue. Con me è stato davvero galante e mi ha riempita di complimenti. Mi sono sentita onorata di essere definita da lui un capolavoro, un Picasso del periodo blu. Gu stranamente sembrava molto meno onorato, soprattutto quando mi ha proposto di farmi un ritratto. Nuda. Valli a capire gli uomini!


- Bellissima! Quanto costa?
+ 15.000 euro.
- Ah. Peccato che non entrerebbe in valigia...

II primi giorni sono trascorsi pigramente tra pisolini, pranzi e cene (bello partire e cambiare vita). Spesso ce ne stavamo sulla spiaggia o in una delle piscine, spalmati di quintali di crema solare, con la riprovazione di tutti: “Ma così non vi abbronzate!!!".
Non so perché la gente ci tenga così tanto a che gli altri si ustionino e danneggino irreparabilmente il proprio derma. È Una battaglia che conduco da tutta la vita, ma stavolta hanno vinto loro. L'ultimo giorno, complice una spiaggia che sembrava fatta di farina per quanto era bianca e di un mare cristallino, siamo rimasti a mollo due ore dimentichi di noi stessi e del nostro melanoma. Il risultato è che siamo tornati a casa con un'abbronzatura livello dr. Zoidberg di Futurama. Maledetti.


il luogo del delitto


La sera invece andavano nei locali degli altri resort grazie ai quali abbiamo scoperto un'amara verità: Uomini e Donne Over non è solo un programma, ma uno stile di vita a Malindi. Ai vecchi panzuti e cadenti che si accompagnano a giovani africane eravamo preparati (viviamo a Milano noi, mica a Bacigaluppo), ma la cosa sconvolgente è che nei locali si trovano in misura maggiore signore over provenienti da tutta Europa che si accompagno ad aitanti africani. Abbiamo anche conosciuto uno di questi esemplari, una vecchietta ottuagenaria molto simpatica che un giovane africano era pure riuscita a sposarselo. Purtroppo lui l'aveva mollata da poco (forse che la signora aveva troppa joie de vivre e non era schiattata dopo la prima notte di nozze?), ma non prima essersi mangiato l'equivalente in euro di nove appartamenti. Lei comunque aveva già dato mandato ai legali per riprendersi tutto perché era rimasta al verde. Cosa aggiungere? L'amore sarà pure senza età, ma i portafogli prima o poi si prosciugano.

TO BE CONTINUED...

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